Cattedrale di San Pietro Apostolo a Treviso

Cattedrale di San Pietro Apostolo a Treviso

La provincia di Treviso è ricca d`arte e di storia. Ve ne abbiamo già dato ampiamente prova negli scorsi post dedicati alle bellezze artistiche della nostra città e provincia: ville palladiane su tutte!

Anche i luoghi di culto non mancano, soprattutto a Treviso, città ricca di chiese tra le quali non possiamo non spendere qualche riga sulla storia millenaria della meravigliosa Cattedrale di Treviso dedicata al patrono S. Pietro Apostolo. Aspetti storici, architettonici e artistici del complesso che sorge nel cuore della città e che racchiude tesori inestimabili come l’Annunciazione di Tiziano.

Iniziamo subito con un particolare non da poco. La cattedrale racchiude ben 4 fasi architettoniche: paleocristiana, cattedrale romanica, rinascimentale e neoclassica.

Come è possibile questa fusione di stili?

Tutto ciò è stato possibile perché: la cattedrale sorge su edifici paleocristiani. La storia della Cattedrale di San Pietro Apostolo a Treviso (Duomo di Treviso e cattedrale dell’omonima diocesi) parte già tra l’XI e il XII secolo, delle cui meravigliose forme romaniche abbiamo un autorevole esempio già nella cripta , all’interno della quale sono custodite le tombe dei vescovi della città; a pochi passi dalle principali aree della città, in pieno centro, la Cattedrale di San Pietro Apostolo venne demolita e poi ricostruita, in stile neoclassico, negli anni tra il 1760 e il 1782 ; protagonisti del nuovo edificio furono Andrea Memmo Giannantonio Selva, che si basarono sul progetto dell’architetto castellano Giordano Riccati. L’ultima grande modifica al Duomo di Treviso, fu fatta in occasione del Giubileo del 2000 – seguendo quell’adeguamento liturgico conseguente al Concilio Vaticano II – riorganizzando gli ambienti presbiteriali e costruendo un nuovo grande organo.

L’attuale facciata della Cattedrale di San Pietro Apostolo è quella risalente ai lavori del 1836 (eseguiti da Francesco Bomben), ed è formata da una grande scalinata con un maestoso pronao che regge sei colonne ioniche, ai lati della quale sono collocati i due leoni stilofori in marmo rosso di Verona; ancora, risalente all’età romanica è anche l’antico portale, e ricostruito all’interno, nella controfacciata, con dei lavori compiuti nel 2005.

PERCHE’ VISITARLA?

All’interno della cattedrale è presente la  Cappella dell’Annunziata o del Malchiostro, risalente al 1520. Il progetto è di Tullio e Antonio Lombardo ma affrescata dal grande Tiziano, pittore che aveva raggiunto un prestigio tale da diventare il pittore ufficiale della Repubblica di Venezia, e si occupò principalmente della Pala dell’Annunziata.

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“E’ un’opera dal colore splendente e di caldo tonalismo, come evidente negli straordinari abiti della Madonna, figura di indicibile bellezza e soavità. Nuovo lo schema compositivo con l’Angelo che giunge dal fondo, davanti allo squarcio luminoso delle nubi; da notarsi il ritrattino, invero caricatura, del canonico committente, che pare spiare dal fondo il sacro mistero. Completano l’ambiente transenne in pietra a traforo e stalli con tarsie lignee. In una nicchia nel tamburo della cupola, Busto in terracotta del vescovo Bernardo De Rossi, ritratto di penetrante realismo attribuito ad Andrea Briosco detto il Riccio (1520 ca. ).”

Un ultimo accenno va al campanile. La sua mole, che potremmo definire ‘tozza’, rende evidente l’incompletezza della torre. Si dice che la torre rimase incompiuta per l’opposizione dei dogi di Venezia, poiché non volevano che superasse in altezza il campanile della basilica di San Marco.

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Fonte: http://news.fidelityhouse.eu/

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