Nuovi musei e grandi mostre: la rinascita culturale di Treviso

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A Treviso si respira di nuovo aria di cultura, complici le due mostre aperte quasi in contemporanea quella su El Greco, inaugurata sabato 24 ottobre a Ca’ dei Carraresi, e quella su Escher iniziata sabato 31 ottobre a Santa Caterina.

Da non dimenticare la riapertura del museo Bailo dopo dieci anni di chiusura ed un restauro infinito, l’argomento torna di prepotente attualità.

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Promossa dal Comune di Treviso, curata da Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea e prodotta da Arthemisia Group in collaborazione con la M.C. Escher Foundation, si è inaugurata la grande mostra antologica interamente dedicata ad Escher, l’artista incisore e grafico olandese, che contestualizza il linguaggio artistico e racconta l’annodarsi di universi culturali apparentemente inconciliabili i quali, grazie alla sua arte e alla sua spinta creativa, si armonizzano in una dimensione visiva decisamente unica.

Una mostra tra mondi reali e mondi riflessi, fra sogno e geometria, invenzione e percezione visiva, fantasia e rigore, con circa 140 opere – Mano con sfera riflettente (1935), Atro mondo II (1947), Vincolo d’unione (1956), Convesso e Concavo (1955).

Museo Bailo

Rinasce anche lo storico Museo Bailo per la straordinaria personalità e forza identitaria acquistata: grande galleria del Novecento, gioiello architettonico connotante il contesto urbano nel quartiere storico di Borgo Cavour e scrigno di una collezione d’arte di indubbio valore, soprattutto per l’eccezionale raccolta di Arturo Martini, la più cospicua tra quelle oggi esistenti, ora pienamente valorizzata. Non una semplice ristrutturazione, ma un museo nuovo in una fabbrica antica – ex convento degli Scalzi fino al 1866 – polo fondamentale, insieme al complesso di Santa Caterina,  del sistema museale cittadino voluto dall’Amministrazione Comunale.  L’intervento – con un costo complessivo per i lavori di consolidamento, ristrutturazione e allestimento di 4.600.000 di euro  – ha riguardato in realtà solo una parte dei corpi di fabbrica disponibili, ma è stato concepito – in attesa di nuovi finanziamenti –  in modo che questo primo lotto (circa 1600 mq) sia autonomo e dotato di tutti i servizi funzionali di un museo moderno, accessibile e di grande suggestione.

Una nuova Treviso, insomma, che riscopre le sue radice storiche e culturali e le mette in mostra ai trevigiani e al mondo intero!

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